Cosa resta di un uomo d’affari quando le strutture che ha costruito crollano? Resta l’identità. In questa intervista, Francesco ripercorre il viaggio che lo ha portato dai vertici della finanza strutturata a una profonda crisi di fiducia, fino alla ricostruzione di un modello operativo più solido e consapevole tra Dubai e Londra. Non è solo la storia di un business che cambia orizzonti, ma il racconto di una scelta etica senza precedenti: donare parte dei propri asset per proteggere la parola data. Tra la passione per la propria terra e la freddezza dei mercati globali, Francesco ci spiega perché, per lui, l’onore vale più di qualsiasi bilancio.
- Radici italiane, visione globale
D: Francesco, dove lavori oggi?
R: Lavoro esclusivamente tra Dubai e Londra. Operativamente non sviluppo attività in Italia. L’Italia è il mio cuore, ma il mio business è internazionale.
D: Perché questa scelta?
R: Perché per fare finanza strutturata e operazioni complesse servono ecosistemi veloci, chiari, meritocratici. Dubai e Londra offrono questo. Regole definite, tempi certi, mentalità globale. Io opero dove posso esprimere al massimo la mia visione.
D: E l’Italia?
R: L’Italia è casa. È famiglia. È cultura. Ma amare il proprio Paese non significa necessariamente lavorarci. A volte proteggi meglio ciò che ami costruendo altrove.
La Caduta
D: Hai vissuto un momento di rottura importante. Cosa è accaduto?
R: Ho fondato realtà importanti. Ho costruito strutture, dato fiducia, delegato responsabilità. Alcune persone hanno tradito quella fiducia. E quando succede, non è solo una questione economica. È una ferita personale.
D: Le società hanno subito un naufragio?
R: Sì. Alcune strutture sono andate fuori rotta. Non per mancanza di visione, ma per errori umani, leggerezze, mancanza di allineamento ai miei valori. E quando la governance perde solidità, il sistema cede.
D: Ti sei sentito colpito nell’orgoglio?
R: Nell’orgoglio no. Nella fiducia sì. E perdere fiducia è più duro che perdere capitale.
La Reazione
D: Cosa hai fatto dopo?
R: Non mi sono nascosto. Non ho cambiato nome. Non sono sparito. Ho scelto la strada più difficile: ricostruire. Ma in modo diverso. Ho ridisegnato il mio modello operativo, più diretto, più controllato, più selettivo.
D: Perché?
R: Per proteggere chi aveva creduto in me. I clienti non dovevano pagare per errori non loro. E la mia reputazione non poteva essere trascinata da comportamenti altrui.
Il Token e la Donazione
D: È qui che nasce il token?
R: Sì. Ho strutturato un token e ho deciso di destinarne una parte significativa ai clienti rimasti delusi. Non era un obbligo legale. Era una scelta morale.
D: Molti non lo avrebbero fatto.
R: Molti guardano il contratto. Io guardo la parola data. Quando qualcuno investe con te, investe anche nella tua credibilità. E la credibilità non si negozia.
D: È stata una vera donazione?
R: Sì. Una donazione concreta. Un atto di responsabilità. Ho voluto trasformare una perdita in un’opportunità futura. Non per marketing. Per coerenza.
D: Cosa hai provato?
R: Pace. Perché ho capito che stavo difendendo ciò che conta davvero: il mio nome.
Identità
D: Parli spesso di identità. Cosa significa per te?
R: Identità significa radici. Significa sapere chi sei anche quando perdi tutto. Non parlo di politica di partito. Parlo di politica identitaria nel senso culturale: valori, appartenenza, famiglia, responsabilità.
D: Questo ti rende più rigido?
R: No. Ti rende più solido. Puoi lavorare nel mondo, ma non puoi dissolverti nel mondo. Io opero tra Dubai e Londra, ma resto profondamente italiano nei valori.
Famiglia, Roma e Vino
D: Che ruolo ha la famiglia in tutto questo?
R: È il mio centro. Quando alcune strutture sono crollate, la famiglia è stata la mia forza silenziosa. Mi ha ricordato che il valore di un uomo non dipende da una società, ma dal carattere.
D: Sei romanista. Quanto conta?
R: Essere romanista ti abitua alla resilienza. Ti insegna che puoi soffrire, ma non tradisci mai i tuoi colori. È una metafora perfetta della mia vita.
D: E il vino?
R: Il vino è attesa e profondità. Un grande rosso matura nel tempo. Anche le difficoltà, se affrontate con pazienza, maturano in esperienza.
La Politica dell'Identità
Oggi
D: Sei diverso rispetto a prima?
R: Sì. Sono più selettivo. Più vigile. Ma non sono diventato cinico. Ho memoria, non rancore.
D: Se dovessi lasciare un messaggio?
R: Le aziende possono naufragare. Le persone possono deludere.
Ma se resti fedele alla tua identità, puoi ricostruire tutto.
Io lavoro tra Dubai e Londra.
Il cuore resta in Italia
La parola resta la mia garanzia.















