La riscossa della pasta inizia da Dubai

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30 OTTOBRE 2018

La riscossa della pasta inizia da Dubai. Per un giorno la dinamica e multiculturale città mediorientale si è trasformata nella capitale mondiale di rigatoni, fusilli, penne e spaghetti. L’Emirato è stato infatti scelto per festeggiare i 20 anni del World Pasta Day, un’iniziativa internazionale per promuovere la pasta e le sue proprietà nutritive. La pasta è buona e fa anche bene alla salute. Questa è la parola d’ordine nel giorno dedicato a celebrare l’alimento tra i più amati del pianeta e simbolo della salutare dieta mediterranea. Ma c’è di più, la pasta è anche il cibo del futuro, perché la sua produzione è sostenibile. Con un chilo di grano si produce un chilo di pasta, che si conserva a lungo e, proprio per la sua minore deperibilità, può essere facilmente trasportata da un punto all’altro del mondo, raggiungendo anche zone remotissime.

Da anni i produttori di pasta si stanno impegnando per ridurre l’impatto ambientale delle loro coltivazioni in termini di emissioni di gas serra e consumo di acqua, decisamente inferiori a quelle necessarie ad esempio per gli allevamenti intensivi per la produzione di carne. Inoltre si punta sempre più a un packaging ecosostenibile e in molti casi al 100% riciclabile, o compostabile. La pasta è inclusiva perché fa parte della tradizione alimentare di molte diverse culture, contribuendo ad aumentare un senso di fratellanza e unità tra i popoli. In vetta alla classifica dei Paesi che consumano più pasta c’è naturalmente l’Italia, con 23,5 chilogrammi pro capite, seguita dalla Tunisiacon 17, dal Venezuela con 12, dalla Grecia con 11, dal Cile con 9,4 e dagli Stati Uniti con 8,8.

Dubai, la pasta, la fame nel mondo

Negli ultimi 25 anni il quantitativo di pasta esportato dall’Italia a livello globale è cresciuto da 740.000 a 2 milioni di tonnellate. La scelta di Dubai per le celebrazioni del World Pasta Day non sembra essere casuale visto che negli Emirati Arabi Uniti l’import di pasta italiana è aumentato del 41% negli ultimi 10 anni. Dubai è una sorta di melting pot, con una popolazione incredibilmente variegata (vi sono circa 150 diverse nazionalità).

In questa New York City del Medio Oriente la cucina italiana sta soppiantando tutte le altre, persino la libanese e quella locale, tanto da essere diventata la più amata, con il 48% delle preferenze, come rivela uno studio di KPMG. La pasta sta entrando nelle abitudini alimentari dei bambini di Dubai, di qualsiasi nazionalità, grazie ad un programma di educazione alimentare introdotto dall’amministrazione locale per combattere l’obesità tra i giovanissimi in età scolare.

“Nel 2017 gli export di Food & Beverage italiani sono aumentati del 5,7%rispetto all’anno precedente, toccando un valore di 40 miliardi di euro. Solo nel 2017 i produttori italiani hanno esportato più di 300 milioni di euro nei soli Emirati Arabi Uniti e in questo conto la pasta italiana di qualità fa la parte del leone” mi dice Gianpaolo Bruno, Direttore dell’Italian Trade Agency degli EAU, Oman e Pakistan, tra gli organizzatori dell’evento.

Esistono ben 600 formati diversi di pasta che gli amanti di questo alimento così versatile e gustoso potranno apprezzare in 8 selezionati ristoranti di Dubai, ricevendo anche in regalo un pacco di pasta messo a disposizione da 6 pastifici aderenti all’AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane). Ed è proprio l’AIDEPI in prima linea contro la fame nel mondo, avendo aderito al progetto globale “The Power of Pasta”, che si ripropone di donare 2 milioni di piatti di pasta ad organizzazioni internazionali impegnate in tal senso.

Come parte di questa iniziativa benefica AIDEPI donerà oltre 40.000 piatti di pasta alla Emirates Red Crescent.

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